Salve a tutti,
durante l’ultimo corso tenuto a Capracotta è stato mostrato molto entusiasmo verso la gestione dell’archivio fotografico e del programma mostrato per fare questo: Lightroom. Ovviamente Lightroom è solo uno dei possibili programmi che è possibile utilizzare… ma questo per ora non ci interessa. Al ritorno dal corso mi sono state poste alcune domande sulla gestione colore all’interno di Lightroom e quindi ho deciso di affrontare “pubblicamente” il problema. Prendo spunto da una di queste domande per iniziare il discorso: “Come mai scattando in JPG vedo le mie immagini in Lightroom con una luminosità diversa di come appaiono anche solo nel nel visualizzatore di immagini di Windows? Dove sta la verità?”. Bene addentriamoci per un attimo nei meandri della gestione del colore nel mondo PC (cosa questa che richiederebbe ben altri spazi e competenze, quindi sarò abbastanza rapido…). Introduciamo per prima cosa il concetto di gamut. Il gamut è la gamma di colori che un dispositivo è in grado di produrre, riprodurre o catturare. Nell’immagine seguente potete vedere un esempio di rappresentazione di gamut.

Quello che potete vedere nella figura è il gamut dell’occhio umano: cioè l’insieme dei colori percepibili dal nostro occhio (qui per semplificare poichè in ogni persona la percezione cromatica varia leggermente). Ogni dispositivo elettronico che mostra o acquisisce immagini deve cercare di riprodurre la maggior parte dei colori di questo gamut. Purtroppo i dispositivi a nostra disposizione non arrivano a tanto e quindi ci dobbiamo accontentare di un “sottoinsieme” di colori del gamut mostrato.
Se fin qui è tutto chiaro possiamo andare oltre.
Tutti i dispositivi elettronici che devono rappresentare i colori non sanno distinguere tra verde e blu… perchè ovviamente non sanno cosa siano nella realtà il verde e il blu. Tutti i colori che noi visualizziamo o acquisiamo tramite macchina fotografica o scanner sono in realtà una rappresentazione matematica. La cosa si complica quando osserviamo che esistono vari modi di rappresentare “internamente” i colori. Questi modi di rappresentare i colori in “formule matematiche” prendono il nome di spazio colore. Qui il discorso è stato molto semplificato e adatto per rendere l’idea più semplice… qualcuno ha voglia di parlare di vettori nello spazio???
Quindi come dicevamo, esistono molti spazi colori diversi. Ognuno di questi spazi colore è caratterizzato da un gamut diverso, è caratterizzato da una capacità più o meno grande di rappresentare tutti i colori percepibili dall’occhio umano. Gli spazi colore più utilizzato in ambito fotografico e utili al nostro discorso sono: sRGB, Adobe RGB e ProPhoto RGB. Facciamo riferimento alle tre immagini seguenti.
Nelle tre figure abbiamo rappresentati sovrapposto al gamut dell’occhio umano i tre gamut dei tre spazi colori che stiamo prendendo in esame. Ogni spazio colore, come si può capire dalle immagini, è in grado di gestire correttamente tutte le sfumature di colore racchiuse dai triangoli che li rappresentano. Sorvoliamo per semplicità (perchè già così siamo messi male… s’è fatto più complicato del previsto eh???
) su cosa accade ai colori “esterni ai triangoli” e perchè gli spazi sono proprio triangolari…
Dalle tre immagini è facile intuire come i tre spazi colore abbiano un’estensione diversa, partendo dal più piccolo sRGB, passando per l’Adobe RGB fino ad arrivare all’esteso ProPhoto RGB. Tutto questo ha come effetto ovviamente la capacità di rappresentare i colori: se utilizziamo su una fotocamera ad esempio uno spazio colore sRGB avremo minori possibilità di registrare deboli sfumature, variazioni cromatiche, rispetto ad esempio all’Adobe RGB.
Dobbiamo fare un’ultima premessa prima di ritornare a Lightroom… perchè da Lightroom eravamo partiti!!!
Dobbiamo almeno accennare al valore di gamma. Questo valore è utilizzato, per semplificare, per esprimere la luminosità dei colori da mostrare (dirvi che il gamma è in realtà la curva di percezione dell’immagine non credo sia più semplice…:-D ). E’ interessante notare come ad ogni spazio colore è associato un valore gamma diverso. Tutto questo comporta una differenza di visualizzazione della stessa immagine al variare dello spazio colore utilizzato.
Torniamo finalmente a Lightroom e vediamo quali sono i problemi che possono nascere.
Chiariamo subito che tutto questo si presenta in maniera sensibile con file JPG, mentre per foto in formato RAW il problema è meno visibile a meno che durante il processo di gestione non si passi a JPG o si usino anche altri programmi di gestione per RAW diversi da quelli Adobe.
Quando visualizziamo le immagini JPG tramite Lightroom possiamo notare una differenza fra le varie visualizzazioni: differenze non solo tra Lightroom e un programma quale lìil visualizzatore di immagini di Windows, ma anche fra il pannello della libreria (quello con molte miniature…) e il modulo di sviluppo. Tutto questo è dovuto alla scelta da parte di Adobe di utilizzare uno spazio colore di tipo più ampio per la gestione delle immagini. Quando scattiamo in JPG normalmente, per impostazione predefinita, abbiamo come spazio colore selezionato sulla fotocamera sRGB. Ogni immagine verrà quindi codificata per quello spazio colore. Windows utilizza per il suo visualizzatore di immagini e più in generale al suo interno lo stesso spazio colore sRGB poichè è il più utilizato e più facilmente riproducibile dai vari monitor. Lightroom invece, per il modulo di Libreria utilizza come spazio colore l’Adobe RGB come spazio colore: questo spazio colore ha la stessa gamma dell’sRGB (gamma 2.2 circa), quindi le immagini ci appariranno con la stessa “luminosità” che in windows. Nel modulo di Sviluppo Lightroom utilizza invece lo spazio colore ProPhoto RGB: questo spazio colore è molto più ampio ma ha un vaslore di gamma diverso (gamma 1.8). Tutto questo può portare con i file JPG a delle lievi discrepanze fra le varie visualizzazioni. Il perchè è stato deciso di agire in questo modo è legato alle maggiori capacità di intervento sull’immagine, all’interno di uno spazio colore più ampio, senza che questi interventi riducano drasticamente la qualità cromatica dell’immagine o vengano introdotti dei colori “innaturali”. Dove sta la verità quindi? Dovete trovare anche qui un giusto metodo di lavoro. Finchè rimanete all’interno di Lightroom tutto il lavoro verrà semplificato poichè non dovete tener conto di nulla di tutto questo. Quando esportate le immagini da Lightroom dovete invece stare un attimo più accorti poichè riducendo lo spazio colore inveitabilmente le immagini varieranno, chi più, chi meno, la loro “tonalità cromatica”. Un consiglio che posso dare è di lasciare sempre, ai lati dell’istogramma un leggero spazio qual’ora prevedete di dover esportare le immagini in questa modalità. Quello spazio “dimentica sull’istogramma” permetterà di gestire al meglio la conversione colore e di non tagliate o comprimere eccessivamente i valor “estremi” della fotografia. Se potete inoltre cominciate a scattare in Raw, formato che vi permette molto con poche controindicazioni.
Un accenno rapido alla stampa tramite Lightroom. Anche qui bisogna tener conto degli spazi colore… niente di facile vero? Ma diciamo che tutto questo è da valutare in base a quanto vogliamo cercare di restar fedeli nella stampoa a quello che vediamo nel monitor. Nel modulo Stampa di Lightroom, nel pannello Processo di stampa, possiamo trovare la voce “Gestione colore”. Bene, da questa voce selezioniamo “Altro” facendo così aprire una finestra con l’elenco dei profili ICC di stampa presenti nel computer. Questi profili colore vengono normalmente installati nel pc durante l’installazione della stampante sul computer o possono essere scaricati dal sito del produtore della stampante (ovviamente possono anche essere costruiti ad oc con uno spettrofotometro… se per caso ne avete uno in casa…
). Da questa finestra dovete scegliere il profilo di stampa adatto al connubio stampante/carta che state utilizzando (già, ogni carta comporta un profilo colore diverso… ah il mondo è bello perchè è vario!!!
). Fato questo come ultimo passo dovete selezionare nella finestra di stampa del driver, che si apre premendo sul tasto “Stampa”, la gestione del colore da parte della stampante in quanto sarà Lightroom ad occuparsi di questa.
Qui il discorso è stato molto semplificato e sull’altare della semplificazioni sono stati sacrificati alcuni concetti importati come la calibrazione del monitor, della stampante. Inoltre in alcuni punti il discorso è stato piegato alle nostre necessità per evitare inutili complicazioni… e già così ho paura di non essere stato molto chiaro…
Bene, per questa volta la faccio finita qui… se avete dubbi, perplessità dite pure!!!